Stanco ma felice…

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Abbiamo fatto i primi tre giorni di registrazione per batteria, basso e chitarra acustica. I pezzi suonano molto bene. Sono proprio come li ho sognati. Quello che è più importante, però, è che in questi giorni, insieme a Marco Locurcio, Fabio Locurcio, Mika e Greg Chainis, siamo riusciti a registrare delle canzoni oneste, sincere, vere. Nel nuovo disco troverete tanta passione e amore per quel meraviglioso privilegio che è fare musica, troverete il motivo per cui continuiamo su questa strada che continua a emozionare noi per primi.

G.

Saluti prima di Natale

Cari amici,
vi ringrazio per i messaggi che mi sono arrivati nelle ultime settimane. Qui a Bruxelles la situazione è calma e abbiamo ripreso la vita di tutti i giorni nonostante l’esercito e la polizia che continuano a girare in città.

Sto finendo di scrivere i brani per il prossimo disco che inizieremo a registrare entro poche settimane. Ci sono poi ancora concerti previsti per Sempre Avanti: Udine, Verona, per esempio e… altre città di cui vi parlerò al momento giusto.

Vi saluto e vi auguro un ottimo Natale.

Giacomo

 

Ceci n’est pas une alerte

Giovedì.
Oggi a Bruxelles siamo scesi al livello di allerta 3 su 4, ovvero “menace possible et vraisemblable.” Per quale motivo? Non si sa.
È cambiato qualcosa rispetto a ieri? No, niente.
Oggi grande attenzione sui giornali alle partite di calcio e alla farina inviata alla moschea di Bruxelles.
Dopo domani la minaccia potrebbe scendere al livello 2,6 su 4 ovvero “minaccia originale e sorprendente” oppure salire al livello 3,3 su 4 ovvero “minaccia colorata e multiforme”.
Perché? Non si sa!
D’altronde siamo in Belgio per cui concluderei dicendo: “Ceci n’est pas une alerte”.

Mercoledi, quinto giorno di allerta massima a Bruxelles.

Mercoledi. Quinto giorno di allerta massima.
Oggi a Bruxelles la vita è ricominciata dopo 4 giorni di interruzione. Le scuole hanno riaperto, la metro ha iniziato di nuovo a funzionare anche se non in tutte le fermate. L’allerta è sempre massima (4/4) e i giornali ci parlano di partite di calcio e inchieste di altri paesi. Io stento a capire…

Anche domani.

gare centrale

Bruxelles. Terzo giorno di allerta massima e primo giorno lavorativo.

Le scuole oggi erano chiuse, la metro anche e la città (soprattutto il centro) mezza vuota.

Noi non abitiamo in un quartiere centrale per cui qui la tensione è relativa: è tutto più calmo ma non morto. Nel pomeriggio siamo usciti a fare spese e a far correre i bambini al parco (che era pieno di famiglie e di nonni con i nipoti, ognuno si è organizzato come meglio poteva). Al supermercato, però, un piccolo dettaglio cambiava tutta la vista d’insieme. C’era una guardia armata all’ingresso che controllava chi entrava a far spese. Due ragazzetti, una volta varcato l’ingresso del Carrefour, si son detti: “non hai la sensazione che sia un po’ domenica?”. In effetti la sensazione potrebbe essere un po’ quella: poca gente per strada, più silenzio rispetto al solito…sarebbe pure una bella sensazione, se non fosse per i carriarmati e l’esercito in giro per la città.

Anche ieri pomeriggio, a dir la verità, ad una festa di un compagno di Yonathan, in un parco giochi al chiuso, siamo stati controllati da due guardie che dopo averci perquisito ci hanno fatto entrare. Cose mai viste qui in Belgio… situazioni normali in altre città che conosco (Gerusalemme, Tel Aviv) ma mai viste in Europa.

Nella serata di ieri, per un momento, abbiamo pensato che la situazione si stesse risolvendo: ci sono state alcune azioni della polizia in tutto il Belgio che hanno portato ad una ventina di arresti. Oggi, invece, sono stati rilasciate quasi tutte le persone arrestate. Il risultato, ci ha spiegato il primo ministro Charles Michel alla televisione, è che anche domani rimarremo in questo limbo: niente scuole, niente metro, molti negozi chiusi e tutti gli eventi pubblici cancellati. Allerta massima: il rischio continua ad essere grave, concreto e imminente.

Dalla scuola dei miei figli sono arrivati dei messaggi in cui si spiega cosa si deve fare in caso di intrusione esterna. Ci sarà un segnale audio dopo il quale tutti dovranno barricarsi nelle aule, chiudere a chiave le porte e nascondersi sotto i tavoli. E aspettare. Anche il ministro dell’istruzione ha diramato a tutte le scuole degli consigli su cosa fare e come prepararsi. Anche al peggio.

Speriamo che questi consigli non servano mai. A nessuno.

Anche domani, quindi, resteremo a casa e io spero che anche domani non succeda niente. Forse questo aumenterà la sensazione di limbo in cui ci sentiamo oppure vorrà dire che il pericolo “grave, concreto e imminente” è scampato. Buona notte, Bruxelles.